CHI SIAMO
EUROPEAN INTERNATIONAL INSTITUTE EMERGENCY PSYCHOLOGY - E.I.I.E.P.
ISTITUTO EUROPEO INTERNAZIONALE DI PSICOLOGIA DELL’EMERGENZA - E.I.I.E.P.
Via Tagliamento 76 - 00198 Roma - Italy Tel.+39 06 85351863 Fax +39 06 8549853
L’Istituto nasce nel 1999 dall’incontro delle esperienze di alcuni operatori specialisti nel settore dell’emergenza
provenienti da varie istituzioni pubbliche e società senza fine di lucro che hanno sentito la necessità di un
confronto scientifico e internazionale sul difficile e problematico intervento in psicologia dell’emergenza. Gli
operatori aderenti all’EIIEP hanno cumulato una ricca esperienza sul campo intervenendo in varie situazioni, nel
territorio nazionale e all’estero, coinvolti da vari enti e aziende.
Alcuni Interventi:
-
Intervento presso gli Aeroporti di Roma (AdR) dove hanno formato circa 250 Psicologi e Psicoterapeuti per poter
rispondere in caso di crash aereo
- Intervento Formativo nell’ambito del Corso di Medicina delle Catastrofi per formare un gruppo di volontari
dell’ASI di Sarno
-
Intervento per il Comune di Roma nella tragedia del crollo del Palazzo di via Ventotene
- Seminario sull’emergenza presso l’università di Pisa
- Progetto per l’emergenza per un gruppo di Psicologi delle Ferrovie dello Stato
- Intervento di sensibilizzazione sulla psicologia dell’emergenza su dieci Istituti superiori (Licei) di Roma e
provincia
- Progettazione e intervento sulla gestione delle Emergenze nella Provincia di Roma incaricati
dall’Amministrazione Provinciale della Provincia di Roma
- Intervento Formativo Dirigenti dei Vigili del Fuoco su incarico del Ministero dell’Interno
- Collaborazione con l’Ordine Nazionale degli Psicologi nell’ambito di una Task force nazionale di Psicologia
dell’Emergenza
-
Interventi vari in Africa, Afganistan, Kossovo, ex Yugoslavia, USA, etc.
La proposta formativa che abbiamo elaborato in questi anni può essere riassunta come proposta di educazione emotiva
nei confronti delle dimensioni rischiose dell’esperienza umana. Una dimensione essenziale della formazione, che ha a
che fare con l’educazione di sentimenti come la paura, la rabbia, il coraggio, la ricerca dell’avventura, la
trasgressione, il rapporto con la morte. L’individuo può essere aiutato a neutralizzare l’esperienza traumatica
dell’incidente se può imputarla non al caso, o alla fatalità, o alla malasorte, ma, senza colpevolizzarsi
eccessivamente, alla propria responsabilità, quasi sempre presente seppur in misura variabile. Nello stesso modo la
comunità colpita da una calamità deve essere aiutata a comprendere che per quanto naturale, la calamità denuncia
sempre (oggi più che mai) la responsabilità dell’uomo. Di tale responsabilizzazione abbiamo bisogno per tanti motivi:
per prevenirne le cause, prepararsi all’emergenza, modificare la percezione di questi eventi, mobilitare l'impegno
ricostruttivo, ecc... Una catastrofe ambientale inevitabilmente comporta una catastrofe psichica, tanto per chi è stato colpito che per chi si offre come soccorritore.
Da tale consapevolezza è emersa la necessità di affrontare la preparazione e la formazione di tutti coloro che
intervengono durante le calamità per prevenire i problemi che i soccorritori possono subire nell'affrontare
situazioni di sofferenza forti e prolungate.
L’Area della Prevenzione è portata avanti da Psicologi e Psicoterapeuti specializzati del nostro Istituto, che
afferiscono dal Centro “Alfredo Rampi”, e si attiverà con le seguenti modalità:
-
l'area dell'educazione dei ragazzi: relativa all'apprendimento del corretto comportamento in caso
di emergenza nelle scuola (dalla scuola materna alla scuola media superiore);
-
l'area dell'esercitazione: relativa alla gestione emotiva dell’emergenza;
-
l'area della formazione degli adulti: relativa alla formazione degli "esperti di educazione al rischio
ambientale", dell'aggiornamento degli insegnanti , della formazione dei volontari di protezione civile,
della formazione degli psicologi;
-
l’area della ricerca: relativa allo studio della percezione del rischio, la motivazione al rischio e
delle diverse risposte individuali in caso di emergenza, alla sperimentazione delle strategie didattiche
(per le diverse fasce d’utenza coinvolte) per la prevenzione del rischio.
-
l'area del lavoro di rete con le associazioni che svolgono interventi di sostegno sanitario e sociale
in caso di emergenza e con le istituzioni che si occupano di psicologia dell’emergenza.
A nostro avviso, comunque, l’intervento di sostegno psicosociale alle popolazioni non deve essere realizzato solo da
psicologi, ma può essere svolto da volontari , anche se in forma diversa e meno specialistica, in quanto sono i primi
ad arrivare sul luogo dell’emergenza e sono gli unici che entrano in contatto con tutta la popolazione colpita. Allo
psicologo dovrebbe essere riservata l’area di prevenzione rivolta ad età differenti ed in contesti differenti, mentre
allo psicoterapeuta, formato in psicologia dell’emergenza, l’intervento con le persone più traumatizzate e
l’intervento di contenimento del gruppo dei soccorritori. Ecco perché è importantissima un’adeguata preparazione
degli psicologi, che pur avendo una buona preparazione in psicologia clinica e psicoterapia, non hanno esperienze
specifiche di emergenza dove l’intervento è rapidissimo, delicato, molto complesso, con un’infinità di variabili
in un contesto spesso permanentemente stressante anche per i più esperti. Non a caso, anche gli psicologi
dell’emergenza più “incalliti” hanno spesso bisogno di supervisione per affrontare profondi coinvolgimenti emotivi
(vedi operatrici madri che intervengono sulla disperazione di altre madri, per esempio) e per evitare rischi di burn
out. Queste considerazioni spiegano perché si crede opportuno programmare un corso di formazione in Psicologia
dell’emergenza in collaborazione (o con il patrocinio) con dell’Ordine degli psicologi del Lazio.
Questo corso è proposto dall’Istituto Europeo Internazionale di Psicologia dell’Emergenza, European
International Institute Emergency Psychology (E.I.I.E.P.), che ha le finalità di:
- mantenere il collegamento tra le società , le associazioni, i centri, gli enti che si occupano di psicologia
dell’emergenza in Italia e negli altri paesi soprattutto a livello europeo
- promuovere ricerche specifiche su questo tema (ed altri ad esso correlati), cercando dei codici in comune,
socializzando esperienze diverse per acquisire un know how esteso che possa arricchire la professionalità
degli operatori dell’emergenza
-
trovare delle linee guida nazionali ed internazionali attraverso convegni, commissioni, gruppi di lavoro,
sperimentazioni utili a stimolare e mantenere buoni standards professionali
- trovare strumenti di comunicazione interna, anche molto rapidi (riviste, newsletters, mailing list,
teleconferenze) tra le diverse situazioni, in Italia e all’estero, che si confrontano con le emergenze
- valorizzare la specificità delle società aderenti (e non), coinvolgendo gli enti e le associazioni più idonee
ad affrontare specifiche emergenze
- studiare e applicare dei moduli formativi e di aggiornamento per gli operatori dell’emergenza in vari settori
dove possano partecipare le società, le associazioni, gli enti e i professionisti più qualificati in ambito
nazionale e internazionale
-
organizzare un osservatorio permanente sulla psicologia dell’emergenza dove si possa monitorare in modo
aperto, trasparente e interattivo la situazione generale riguardo al fenomeno (stima del fabbisogno, progetti
pilota, sperimentazioni, proposte di prevenzione), affinché possa essere uno strumento utile ai cittadini,
agli operatori e agli enti preposti alla gestione delle emergenze.
Perciò l’Istituto oltre che operare già in vari contesti (Ministero dell’Interno - Dirigenti Vigili del fuoco,
ADR, FFSS, Amministrazione Provinciale di Roma, etc.) si è collegato ed è entrato in contatto con molte istituzioni
e operatori di diverse esperienze, in Italia e all’estero, per cominciare a testimoniare praticamente le buone
pratiche e i bisogni più urgenti in questo campo che per buona parte è ancora terra di nessuno.
I docenti dell’Istituto sono operatori hanno già lavorato come formatori in vari ambiti pubblici e privati:
- Con gruppi di volontari di Sarno per l’Associazione ASI
-
Formando 250 Psicologi per le emergenze aeroportuali degli Aeroporti di Roma ADR
- Per il Ministero dell’Interno Dipartimento Vigili del fuoco, formando circa 50 Dirigenti
- Formando una trentina di Psicologi nel primo Master Biennale di Psicologia dell’Emergenza
- Intervenendo in Italia e all’estero in situazioni di emergenza (Yugoslavia, Afganistan, Nigeria, etc)
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